Bergamo: inaugurata la Linea C, prima linea di bus elettrica d’Italia

A Bergamo è stata inaugurata la prima linea di bus totalmente elettrica in Italia, e tra le prime in Europa. Lo so. Detto da uno nato e cresciuto a quattro e due ruote, che prova macchine, seduto sempre al volante e che non rinuncia – quasi – mai alla macchina, può sembrare strano.
La notizia però mi ha incuriosito e ho voluto studiare più da vicino i dettagli, soprattutto dopo aver letto molti pareri contrastanti, tra chi era entusiasta della novità, e i detrattori, perlopiù da tastiera.
Qualche dubbio l’ho pure io. Soprattutto su durata, affidabilità e cicli di ricarica.

LINEA C – TRATTA
La nuova Linea C di Bergamo, va a sostituire dal 5 Febbraio, ieri, la vecchia Linea2, non più attiva. Due i percorsi, con passaggio da Piazza Libertà (C1) e da Porta Nuova (C2), mentre tre saranno i capolinea: Don Orione, Clementina e Ospedale. In pratica attraverserà la città di Bergamo da un lato all’altro con due percorsi a semicerchio, passando per il centro città, con corse ogni 15 minuti dalle 6.00 alle 19.00 e ogni 20 minuti dalle 19.00 alle 20.30. Dalle 20.30 alle 24.00 invece Linea C partirà e arriverà in Porta Nuova, con un percorso circolare.
Un percorso, quello della Linea C, di 29,5 km, di cui 1,24 su corsia preferenziale (Via Camozzi, Via Frizzoni, Via Tiraboschi, Via Verdi e Via Garibaldi).

AUTOBUS ELETTRICI
Sulla linea C saranno in servizio 12 nuovi Autobus Solarius&Coach S.A., eletti “Bus of the Year 2017”. Sono completamente elettrici, con un set di batterie da 240 KWh, tantissimi se pensate che una Golf elettrica ha una capacità di 36 KWh o l’elettrica più venduta al mondo, la Nissan Leaf, ne ha 40 nella sua versione più capiente.
Con una ricarica completa i bus della nuova linea di Bergamo, hanno una percorrenza media dichiarata di 180 km, mentre per un ciclo di ricarica completo servono 7 ore (per la Leaf di cui sopra, con ricarica veloce i tempi medi sono di 45 minuti per l’80% di ricarica, 5,4 ore per il 100% con ricarica ”lenta” a 32A 230v – 7.4 KW).

In breve, i tempi di ricarica dei bus della Linea C sono rapidi, anche se, secondo me, andrà valutato quanto sarà effettivamente la durata delle batterie sia in termini temporali (i cicli di ricarica veloci alla lunga fanno perdere l’efficienza della batteria, esattamente come succede con lo smartphone), e la durata della carica in condizioni climatiche ostili (con temperature troppo fredde o troppo calde, il rendimento cala).

 

LA FLOTTA ATB INQUINA?
Detto ciò, va detto che con i nuovi BUS la flotta ATB, comprensiva anche di tram e funicolari, è ora 65% a basso impatto ambientale, mentre scende sotto al 50% se si guardano solo gli autobus, di cui 88 sono ancora a gasolio e 52 a metano. L’età media del parco bus bergamasco è, tra l’altro, tra le più basse in Italia: poco più di 9 anni.
Secondo i dati ATB, la nuova linea avrà una percorrenza annua di 600.000 km/bus. Il fatto che siano alimentati elettricamente farà risparmiare 1.3 tonnellate di monossido di carbonio, 4.84t di ossido di azoto, 0.60t di C02 e 234 kg di PM, di cui 120 kg di PM10 e 106 di PM2,5.
Dati eclatanti, visto che, secondo il sottoscritto, la colpa di parte dell’inquinamento, più che delle auto (i diesel euro 6 moderni inquinano meno di un benzina, alla faccia dei detrattori del diesel) è proprio da imputare ai mezzi di trasporto pubblico preistorici.

Quindi compriamo tutti autobus elettrici (6.5 milioni i 12 nuovi autobus) e risolviamo il problema? Ovviamente no, perché quello che nessuno dice è che per poter dire che un bus sia davvero a emissioni zero, si dovrebbe risalire a come viene prodotta l’energia usata per ricaricarli. E questo vale ovviamente anche per le auto.
In ogni caso Linea C è un bel passo avanti, e spero arrivino presto anche le colonnine di ricarica per le auto in città.

PENSILINE SMART!
La parte interessante per un imbranato che non prende mai i mezzi come me, proprio perché se c’è un cambio, si perde, sono le nuove pensiline SMART, 16 in totale.
Schermo touch, rete wi-fi (quella di Bergamo Wi-Fi che già copre bene la città) e….una sola presa USB per caricare il telefono (speriamo non ci siano liti per una presa!).
La parte interessante è tutta l’integrazione, non solo al sistema ATB con calcolo di percorso, cambi ecc (ideale per un imbranato dei mezzi come me) ma anche e soprattutto per tutto l’ecosistema di applicazioni che promettono di avere. Oltre alle news del Comune di Bergamo e di ATB, le pensiline indicheranno anche la vicinanza di eventuali punti di interesse turistici, il percorso più breve per raggiungerli e….udite udite….i profili Instagram di Visit Bergamo e de L’Eco di Bergamo (in questo caso magari avrei messo Twitter).

Tutto il progetto in totale è costato 7 milioni di euro, di cui 5.4 messi da ATB, 1,3 da Regione Lombardia (solo per i BUS) e 300.000 dal Comune di Bergamo.

Quindi? Secondo me è una bella cosa, considerato che la gran parte dell’inquinamento viene emesso durante le continue ripartenze e frenate. In questo caso l’elettrico ha il suo punto di forza. Resta da vedere come viene prodotta l’energia per ricaricare i bus e la durata sul medio periodo. Bergamo lo scoprirà prima delle altre città italiane
Una volta tanto aspettiamo e vediamo, invece di criticare sempre e comunque a prescindere.  #BergamoIsTheFirst

PS: la critica più comune che ho letto, riguarda gli anziani spaesati per la cancellazione della Linea 2. Teoria mia: hanno imparato a usare il telefonino, a guidare, a usare i due telecomandi di tv e decoder del digitale (oddio, mia nonna non sempre), impareranno anche questo. Così come possono imparare a usare il bancomat.

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