Urus : Il braccio di ferro di Lamborghini

Ricordo ancora il giorno in cui lessi per la prima volta la notizia riguardante l’intenzione di Lamborghini di creare un super SUV chiamato URUS, rimasi di stucco, un po’ come quando pensi di aver passato un esame con un buon voto per poi scoprire di non averlo passato. Sorpreso, ma amareggiato.
Lamborghini, uno dei miei marchi “estremi” preferiti di sempre. Da bambino giocavo con un modellino di Diablo (chi se la ricorda?) sognando di poter un giorno guidarne una.
In ogni parte del mondo si associa alla casa bolognese l’idea di vetture estreme, velocissime, un po’ delle batmobili, che tutti noi vorremo domare al volante.
I pregiudizi da parte mia, lo ammetto, erano tanti. Poi arrivò il giorno in cui scoprii i primi sketch e render del progetto, e le mie idee iniziarono a crollare da quanto fui sedotto, anche se rimaneva in me lo scetticismo che mi ha sempre accompagnato in materia SUV.

Fu poi il turno della presentazione ufficiale nello stabilimento a Sant’Agata Bolognese lo scorso 4 dicembre, e rimasi di stucco nel vedere le dimensioni che in foto sembrano imponenti. Insomma i miei pensieri a riguardo si riassumono in una frase “un altro SUV che l’automobilismo sportivo non ha chiesto”. Ma alla première italiana ed europea che si è tenuta in quel di Milano e poi di Bergamo (in concomitanza con l’apertura del nuovo showroom di Parigi), noi c’eravamo, e dopo aver visto ben 2 esemplari di Urus (esclusiva di Gruppo Bonaldi – Lamborghini Milano, nelle altre presentazioni verrà portato solo un veicolo) qualcosa è cambiato…
LO AMMETTO, mi sono innamorato.
Lamborghini non è nuova a questo genere di “pazzie”. 25 anni fa difatti cessò la produzione del leggendario LM002 (dove la sigla sta per Lamborghini Militare) un fuoristrada che viene considerato il precursore dei SUV di lusso, molto squadrato, che ripercorre le forme del concept “Cheetah” pensato per l’esercito.
Ai tempi aveva riscosso un’enorme curiosità e successo.
Ora come allora, lo sconvolgimento è considerevole.
Mi son ricreduto, URUS è il SUV che l’automobilismo non ha chiesto, ma di cui aveva bisogno.
Da buon designer, vi annoierò dopo con tutti i dati tecnici (comunque notevoli e incredibili), per ora mi limito a dirvi com’è da fuori e da dentro.

DESIGN
Per quanto in foto possa sembrare goffo, impacciato, mastodontico, vi assicuro che dal vivo è filante , estremo slanciato e leggero, grazie ad un sapiente uso delle linee da parte dei designers del Centro Stile Lamborghini, coordinati e sotto la supervisione del genio e capo Mitja Borkert.
La Lamborghini Urus è l’auto più alta prodotta dalla casa attualmente (due Huracan Performante una sopra l’altra non sono molto più alte di una Urus!), ma nonostante ciò mantiene il puro DNA Lamborghini, così come gli stessi progettisti l’hanno chiamato.
Il frontale della Urus è aggressivo, molto proiettato verso la strada, pronta ad essere  “grazie” al possente V8 sovralimentato, e presenta grosse prese d’aria ai lati collegate da una mascherina centrale.

I fari sono geometrici delineati da linee nette e precise, tant’è che risulta difficile pensarli diversamente. Le linee diagonali sul cofano anteriore e sul lunotto posteriore hanno quel sapore retrò che richiama molto la Countach. Di profilo si apprezza molto la sua “agile imponenza”, forme squadrate permettono di alleggerire una mole del genere. Il posteriore è strepitoso, senza fronzoli o decorazioni troppo barocche, è semplice, pungente come ogni Lambo, molto , ma davvero molto, sportivo senza risultare eccessivo, i fari sottili rispecchiano la tradizione delle ultime creazioni Lamborghini, le prese d’aria vicine ai passaruota ci ingannano facendola sembrare più incollata al suolo. Nulla è fuori posto.
La Urus è una Lamborghini senza essere nauseante. E’ estrema senza eccessi, e l’italianità rimane incontrastata anche nei dettagli, come la scritta “Tecnica LED” molto fine, presente all’interno dei fari, il tricolore sulla presa d’aria laterale e sulla parte bassa del volante.

DESIGN INTERNO!
Quando non avrete più la salivazione per essere rimasti incantati guardandola da fuori, allora potete salire, perché dentro, è quasi meglio.
La Lamborghini Urus ha quattro posti, e qualsiasi sedile sceglierete, avrete comunque un feeling sportivo senza soffrire di mal di schiena. I sedili avvolgenti sono comodi, estremamente comodi. La cura per i dettagli, la qualità dei componenti è sbalorditiva. La cosa che personalmente mi ha colpito di più però, è stata la plancia centrale. Essa ha un disegno a “T” con il montante centrale che si collega alla plancia vera e propria dove vi sono alloggiati due schermi interamente touch, uno dedicato alle regolazioni tecniche, uno dedicato all’infotainment (qui un po’ di reminescenza dell’Audi A8 c’è – qui il nostro primo contatto).

La Forma della plancia della Lamborghini Urus viene recuperata dalla lontana zia LM002, ottimo lavoro sempre del Centro Stile, che recupera il passato, rendendolo migliore del presente. Il feedback con l’interfaccia digitale è dei migliori, con una risposta immediata dei comandi a tocco, grafica superlativa, intuitività eccellente.
Immaginate di avere il miglior tablet in macchina, ecco avrete il 60% di ciò che Urus offre.
La posizione di guida è bassa, ma senza penalizzare la visibilità, dato che chi è al volante ha la sensazione di essere un tutt’uno con la strada.
Chi sta dietro, a meno che sia alto come Luca che sfiorava con la testa, non se la passa per niente male, grazie ad una posizione comoda, al bracciolo centrale, ai comandi elettrici delle poltrone indipendenti e al clima quadrizona.
Il tema esagonale tipico di Lamborghini viene riproposto in ogni particolare degli interni, dalle bocchette di ventilazione alle maniglie delle porte, dai portabicchieri (che chiamerei porta calice, per non insultare il lusso di Urus) ai moduli airbag, alle finiture in legno retroilluminate.

Anche se parliamo di un SUV, pardon super SUV, la posiziona di guida è comunque la più importante. Il volante multifunzione a tre razze integra uno smorzatore di vibrazioni che migliora il comfort in ogni condizione di guida. Sul volante sono disposti, in modo estremamente intuitivo, i pulsanti multifunzione per il controllo del Lamborghini Infotainment System (LIS) che permette di accedere a comandi di configurazione, dispositivi multimediali, telefono e funzioni di navigazione.
Un display TFT completamente digitale, personalizzabile dal conducente, visualizza le informazioni principali della Urus in immagini animate 3D.

TECNICA E PERFORMANCE
Quando la URUS venne presentata mi colpì una parola: “Tamburo”.
La famosa casa bolognese si è messa a fare strumenti musicali? Ebbene no.
Tamburo non è altro che il selettore dei parametri di guida posto sulla consolle centrale, che controlla tutti i sistemi dinamici della vettura e consente di scegliere tra le modalità di guida STRADA, SPORT, CORSA e NEVE in base alle condizioni della strada o alle preferenze del conducente; per la guida off-road sono disponibili come optional anche altre due modalità: TERRA e SABBIA (notare l’italianità che si ripete anche nei nomi, brava Lambo!)

In modalità STRADA, l’altezza si adatta in base alla velocità per migliorare il comfort mentre, in modalità SPORT, la Urus si abbassa per assicurare stabilità e precisione a tutte le velocità. In modalità CORSA, la vettura minimizza il rollio ed è ancora più precisa e orientata alle prestazioni. Nelle tre modalità off-road, NEVE, TERRA e SABBIA, la maggiore altezza da terra consente di superare gli ostacoli in tutta sicurezza con barre antirollio che, in curva, assicurano un movimento asimmetrico e indipendente per ottimizzare la trazione.
Le sospensioni adattative si adeguano automaticamente alle diverse modalità di guida attraverso il sistema ANIMA, una leva che ricorda molto i comandi aerei, o forse astronave, ma possono anche essere interamente personalizzate dal conducente utilizzando la modalità EGO, attraverso la quale, in base allo stile di guida e alle condizioni della strada, è possibile selezionare la rigidità desiderata per un viaggio molto confortevole o un’impostazione estremamente sportiva e aggressiva.

La Lamborghini Urus, come detto in precedenza, è spinta da un nuovo motore V8 biturbo in alluminio da 4,0 litri alimentato a benzina e montato anteriormente. La scelta di un motore turbo, per la prima volta su una Lamborghini (ma non il primo V8 per Lambo), all’inizio aveva lasciato perplesso anche me, amante del rombo dei mitici V10 aspirati, ma riflettendoci si capisce di come sia legata al carattere versatile che si è voluto conferire alla Urus. Soprattutto in condizioni di fuoristrada, serve un alto livello di coppia a bassi regimi e ciò può essere garantito solo da un motore in grado di assicurare livelli ottimali di reattività ed efficienza. Erogando 650 CV (478 kW) a 6000 giri/min (6800 giri/min max) e con una coppia massima di 850 Nm a 2250-4500 giri/min, la Urus ha una potenza specifica di 162,7 CV/litro.

La Lamborghini Urus, con un peso a vuoto inferiore a 2200 kg, è il SUV con il miglior rapporto peso/potenza: 3,38 kg/CV.

La Urus passa da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi (0-200 km/h in 12,8 secondi) e raggiunge una velocità massima di 305 km/h. La frenata non è da meno, grazia a una decelerazione da 100 km/h a 0 in soli 33,7 metri, per una frenata da record nella sua categoria! Non solo è il più veloce (con prestazioni pari alla Gallardo) ma è anche il SUV con la miglior frenata!
Il primo super SUV al mondo, non ha da farsi rimproverare nemmeno sui dispositivi di sicurezza grazie agli ADAS (ovvero Advanced Driver Assistance Systems) che garantiscono un grado completo di protezione e assistenza alla guida. Il sistema HBA (High Beam Assistant) spegne e accende automaticamente gli abbaglianti dei fari anteriori secondo necessità e l’equipaggiamento standard prevede anche sensori di parcheggio anteriori e posteriori, cruise control e l’innovativo sistema PreCognition che previene eventuali collisioni o ne attenua gli effetti. Tra i sistemi ADAS opzionali sono inclusi quelli per la gestione del traffico, la telecamera con vista dall’alto e una modalità di accoppiamento rimorchio.
Ultimo, ma non per importanza, è da notare il fatto che Urus ha le ruote posteriori sterzanti! Ebbene si, con un angolo di sterzata che può andare dai -3 ai +3 gradi.

VENI, VIDI, VICI
Il nuovo gioiello targato Lamborghini non arriva in silenzio per inserirsi nella categoria, tutt’altro. E’ un fulmine che con presunzione (motivata direi) si prende il trono di migliore della categoria, facendo sembrare Cayenne, Bentayga & Co. delle classiche SUV.
Nel pieno rispetto della tradizione Lamborghini anche Urus prende il suo nome dal mondo dei tori, tant’è che la razza Urus è quella dei tori selvatici destinati alla corrida più antichi.
Come il suo omonimo su 4 zampe, quello a 4 ruote ha una tradizione antica, recuperando un mito di 20 anni fa, tornando e prendendosi tutto.

Un SUV, è la chimera per tutti i marchi affermati e che hanno basato parte del loro mercato cercando di imporsi nel settore.

Urus invece, è il SUV che vorrei io, il tallone d’Achille degli scettici puristi, il tutto a partire da…..168.000 €!!
Mi piace, lo amo, lo vorrei subito, adesso, qui. L’ho odiato, preso in giro, “bullizzato”, ma alla fine sono stato sedotto e me ne sono innamorato, un po’ come ogni di Lamborghini.

Gallery: [ph: Luca Santarelli]

, , , , , , , , ,

About Davide Lancini

Studente di Design con la passione ossessiva per le 4 ruote, in particolar modo per le giapponesi. View all posts by Davide Lancini →

2 thoughts on “Urus : Il braccio di ferro di Lamborghini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *