ALPINE A110 | L’auto di cui abbiamo bisogno

E vero, avevamo già parlato del ritorno di fuoco di Alpine, storico atelier francese, e avevamo analizzato a mente fredda le interessantissime caratteristiche, ma mai ci saremmo aspettati di poter salire sulla nuova A110, guidarla in pista e “strapazzarla” per qualche minuto.
Così questa storia ha inizio in un tiepido martedì di maggio che viene riscaldato da una chiamata improvvisa ricevuta da Jacopo , mio amico : “Davide un mio caro amico mi ha invitato ad una cosa ristretta sull’Alpine, vuoi venire? Sarà giovedì a Franciacorta” Inutile dirvi la mia risposta.
Arriva quindi quel 10 maggio e preso dall’eccitazione parcheggiamo finalmente all’autodromo di Franciacorta dove poi raggiungiamo il paddock dedicato per scoprire che la “cosa ristretta” è in realtà un evento organizzato da EVO una tra le riviste di settore più importanti di tutta Italia e da Alpine.
Non ci vuole molto per riconoscere il “caro amico”, dato che si sta parlando di Fabio Suvero, vice direttore di EVO, potete quindi immaginare quanto sia salita la tensione, e come se non bastasse da un’Alpine nera scende il grande Tommy Maino nonché pilota pluricampione e tester ufficiale sempre per EVO.

COME VA IN PISTA starring Davide Lancini

Infilo il casco, salgo in auto e chiudo la portiera e immediatamente vengo catapultato in un’altra dimensione. I sedili sono avvolgenti , ben posizionati e comodi. Il volante è altrettanto confortevole ben curato, con il classico taglio nella parte inferiore che sottolinea la natura sportiva e pistaiola della vettura stessa. Premo il pulsante che mi permette di entrare in modalità Sport, e inizio i miei due giri. Al mio fianco vengo istruito sul circuito , sulle traiettorie ideali e le marce giuste da inserire prima e dopo le curve, ma complice l’emozione e il fatto che ci avevo già girato un anno prima ( a bordo di una 595 competizione) nella mia testa rimbomba soltanto il 1.8 turbo che si fa sentire con un bel vocione dietro di me, specie durante le cambiate con un borbottio che tanto sa di due posti vecchia scuola.
La A110 si comporta benissimo, sia in staccata, nell’inserimento in curva e sia nelle riprese e nelle chicane veloci dove verrebbe giustamente da pensare che una vettura del genere decida al posto vostro come comportarsi, mandandovi fuori pista con un bel testacoda… ma non lei.
Quando la si strapazza si ha la sensazione che sia la vettura stessa a volerne di più, portandovi al “next level”, come se stesse cercando di dirvi “fidati, spingi, al resto ci penso io”.
Il telaio è eccezionale e combinato ad una distribuzione dei pesi incredibile ( 44% davanti e 56% dietro) l’agilità e sicuramente un cavallo da battaglia per il peperino francese.
Unica pecca sono i paddle al volante fissi al piantone , che non girando assieme al volante stesso possono risultare scomodi in curva durante le scalate poiché vi potreste trovare ad allungare il mignolo per cercare la cambiata ( e magari non trovandoli), ma è soggettivo.


COME VA IN PISTA starring Tommy Maino

Ancora fresco e contento dei miei giri in pista, salgo subito sulla A110 nera che per tutto il pomeriggio è stata strapazzata tra driftate varie da Tommy Maino , uomo che ha nel curriculum svariate vittorie nel Campionato italiano GT tra cui la vittoria all’esordio ad Imola nel 2014, insomma non il primo che passava di lì.
Giusto il tempo di allacciare le cinture, dire un timidissimo “Ciao” e dall’accelerazione mi ritrovo i polmoni collassati direttamente sul sedile (meno male che son comodi, i sedili, non i polmoni). Nemmeno il tempo di ricordarmi le curve che Tommy con un tacco-punta da ballerino intraversa la Alpine come mai visto prima. Vedere la sua tranquillità e semplicità di esecuzione, mi ha fatto pensare, tra una risata isterica e l’altra, a quanto questa vettura possa essere spinta al limite con assoluta scioltezza, senza scomporsi o fare a braccio di ferro col pilota.
Tommy è stato gentilissimo e mi ha raccontato i suoi feelings assolutamente positivi, che mi hanno permesso di ragionare sulla mia sentenza riguardo alla neonata francese.

IN SOSTANZA

Una volta sciolta la tensione e calato il livello di adrenalina nel sangue abbiamo avuto modo di parlare assieme a Fabio Suvero , circa il potenziale dell’Alpine.
E innegabile, è una macchina eccellente, ma la cosa più importante è che in un’età come quella in cui stiamo vivendo in cui il mercato si sta non troppo lentamente adattando alle richieste sempre maggiori di veicoli grandi, spaziosi, sicuri e rispettosi dell’ambiente, la A110 trova il suo spazio senza nuocere nessuno.
E l’auto di cui avevamo bisogno, forse più noi appassionati un po’ nostalgici delle 2 posti pepate. Ne avevamo bisogno per riprendere a sperare in un futuro in cui le auto così non si sono estinte, ma anzi trovano posto con eleganza e grazia, sapendo tirar fuori il carattere ove serve, proprio come la Alpine.
E una vettura incredibile, sia da guidare a velocità di crociera ( per intenderci, quando vogliamo farci vedere in centro città) grazie anche ad un design strepitoso e fine, sia da guidare spingendola al limite, perché sappiamo che perdonerà ogni nostro sgarbo, e ci farà sentire un po’ dei piccoli grandi piloti.
Grazie EVO,
Grazie Alpine.

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About Davide Lancini

Studente di Design con la passione ossessiva per le 4 ruote, in particolar modo per le giapponesi. View all posts by Davide Lancini →

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