PREMIERE | Audi E-Tron – Vorsprung Durch Technik 2.0

Potevamo mai aspettarci che Audi rimanesse indietro in questa nuova, elettrizzante era? No, esattamente! Ecco a voi allora la nuova E-Tron, la concreta materializzazione dei numerosi concept che da svariati anni venivano sfornati dalla casa di Ingolstadt ed esibiti nei più prestigiosi saloni del pianeta. Porta con se un design rivoluzionario?… Diciamo di no, perché effettivamente le novità estetiche non sono molte e soprattutto non troppo evidenti; resta d’altronde fedele al family feeling del marchio, di recente aggiornato quasi nella sua interezza. Troviamo varie similitudini con la nuova Q3, nonostante le dimensioni non combacino (la E-Tron è nettamente più voluminosa, parliamo di una SUV da 4.90 m di lunghezza, 1.93 m di larghezza e 1.61 m di altezza). Ad esempio la forma dei gruppi ottici anteriori, della calandra singleframe e di diversi altri elementi di stile, sia nella parte frontale che laterale della carrozzeria, corrispondono quasi alla perfezione, ma ormai siamo abituati al “riciclo” di design (che viene applicato per ridurre i costi di progettazione e realizzazione delle componenti). Anche il posteriore, se analizzato attentamente, ricorda vagamente quello della Q3, anche se per mascherarlo è stata aggiunta una striscia LED a tutta larghezza che collega i due gruppi ottici, come va tanto di moda fare al giorno d’oggi. Forse avrebbero potuto osare un po’ di più! Ma non disperate, perché Audi ci spiazza con una soluzione inedita, che tanto inedita non è ma nessuno prima d’ora l’aveva mai introdotta su una vettura di serie…

La possibilità di avere delle telecamere al posto degli specchietti laterali! Ok, è un optional, e come quasi tutti gli optional delle tedesche immaginiamo che sia anche da pagare a peso d’oro, ma ha assolutamente senso spingersi in questa direzione. Come ormai sappiamo, l’aerodinamica costituisce una parte fondamentale di tutte le autovetture, poiché influisce notevolmente sui consumi di carburante; sappiamo inoltre che le auto elettriche, a differenza di quelle a combustione interna, sono decisamente più pesanti per via del pacco batterie e, cosa non di poco conto, l’energia elettrica non influisce sulla massa del veicolo che, per questo motivo, sarà destinato ad avere sempre lo stesso peso senza un serbatoio che si svuoti. Altro particolare che conosciamo è che gli specchietti retrovisori costituiscono un notevole elemento di disturbo per i flussi aerodinamici circondanti la vettura, in Formula 1 ne farebbero volentieri a meno se non costituissero un fondamentale supporto per la sicurezza dei piloti. Inoltre, spesso i più fastidiosi fruscii aerodinamici che si odono nell’abitacolo derivano dalle turbolenze generate proprio dalla presenza degli specchietti.

Quindi in Audi si sono detti “Gli specchietti lasciamoli alle allodole, noi leviamoli e ci leviamo un problema!” E probabilmente tutti in coro hanno risposto “Jaaaaaaaa!”, perché la soluzione è stata adottata. Ciò migliorerà inevitabilmente anche l’autonomia, riducendo un poco “l’ansia da ricarica”.

Parlando di numeri interessanti, penso che siano due quelli che ci interessano maggiormente (facciamo tre se siete dei malati di cavalleria): 400, 660, 408. Di solito ora esce la battuta “no, non sto dando i numeri…”, invece sì, sto dando i numeri!

Numero uno: 400 sono i chilometri che Audi dichiara la vettura sia in grado di percorrere nel ciclo WLTP (il nuovo ciclo di controllo per consumi ed emissioni che tiene conto dell’effettiva realtà stradale).

Numero due: 660 sono i litri di capacità del bagagliaio che fanno di questa Audi un’ideale compagna di viaggio, insieme alla notevole abitabilità per 5 persone.

Numero tre: 408 sono i cavalli sprigionati dalla combinazione dei due motori elettrici che muovono le ruote anteriori e posteriori, simulando una trazione integrale che prende il nome di Electric quattro e permette all’auto di comportarsi bene in ogni condizione di fondo stradale. È stata testata in lungo e in largo sulle strade di tutto il mondo!

È dentro com’è? Beh che dire, la solita Audi! Cura, raffinatezza, semplicità, tecnologia, comfort… Non sempre sono parole che vanno di pari passo, ma evidentemente ad Ingolstadt sono di un altro avviso! La disposizione degli elementi sul cruscotto resta quella introdotta da Audi A8, con i due schermi centrali su due livelli, uno per l’intrattenimento e uno per controllare i sistemi di bordo, e un terzo schermo davanti agli occhi del conducente, l’Audi Virtual Cockpit. La vera novità sembra essere il selettore di guida, molto simile alla cloche di un aereo o, se vogliamo, di una navicella spaziale! Inutile dire che tale soluzione sia azzeccata, poiché questa vettura è destinata a proiettarci nel futuro… a velocità luce!

Lo so, mancano numerosi tecnicismi, numerose cifre, ma non mi piace esagerare perché il discorso finirebbe col diventare “robotico”, una ripetizione a macchinetta. Per accontentare i più esigenti darò solo un ultimo numero, quello più spaventoso (per chi non se la può permettere): 80.000, sono gli Euro che bisogna sborsare per entrare nel mondo dell’elettrico made in Audi. Queste cifre sono destinate ad abbassarsi con gli anni ma, purtroppo, nel 2018 l’elettrico resta ancora un segmento di nicchia.

, , ,

About Stefano Colleoni

23 anni, studente di Ingegneria Meccanica con la passione per tutto ciò che ha delle ruote e un motore! View all posts by Stefano Colleoni →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *