Alfa Romeo Giulia Sprint GT | L’eterna rivale della 911

Oggi venerdì 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio, non si può non parlare di una delle icone di Milano. No tranquillo lettore, non ti parlerò di quanto è bella la Madonnina del Duomo, di quanto è buona la cotoletta alla milanese o di quanto è spettacolare lo stadio San Siro quando brulica di persone durante le partite di calcio o i concerti, bensì di una casa automobilistica nata nella città meneghina: l’Alfa Romeo.
Visto che nello scorso articolo sulla Porsche 911 (Porsche 911 | Le origini di un mito) parlavo della rivalità tra la casa tedesca e quella italiana, ho deciso di spiegarvi chi era la sua diretta rivale: la Giulia Sprint GT.

L’Alfa Romeo Giulia Sprint GT è un capolavoro di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro, all’epoca collaboratore della carrozzeria Bertone. La vettura venne presentata alla stampa alla nuovissima fabbrica di Arese il 9 settembre 1963, pochi giorni prima del Salone di Francoforte. Le consegne iniziarono verso dicembre poiché la vettura era ancora in fase di collaudo per risolvere gli ultimi problemi di gioventù. La linea era molto filante e sembrava molto la sua mamma, la 2000 Sprint presentata soltanto 3 anni prima.

Era una vettura molto moderna per l’epoca e, pur essendo una coupè, era abbastanza comoda per 4 persone. La prima serie era identificata internamente con il nome di Tipo 105.02. Venne prodotta tra il 1963 e il 1966. Montava un motore 4 cilindri di 1600 centimetri cubici in alluminio in grado di sviluppare la potenza di 106 CV di derivazione Giulia Ti. Le differenze tra il propulsore della berlina e quello della coupè erano poche: oltre che la fasatura e l’accensione dovuti ad un albero a camme molto più spinto, vennero applicati due carburatori Weber 40 DCOE4. Questa tipologia di carburatore era già stata montata sulle versioni da gara delle Giulietta, ma venne fatta una diversa taratura per adattarli al meglio. La particolarità dei motori Alfa Romeo di quel tempo era quella di avere due alberi a camme in testa, una particolarità ancora poco diffusa all’epoca, in grado di darle un tono molto profondo, roco ed inconfondibile.

Il cambio era un 5 rapporti con leva a pavimento, e consentiva a questa vettura di raggiungere la velocità massima di 180 km/h. Pesava poco meno di 1000 kg a pieno carico portando così la vettura ad un rapporto peso/potenza di 9,44 kg/CV. Un rapporto da fare invidia alle auto moderne.

A livello telaistico era molto simile alla berlina salvo la riduzione del passo di 160 mm rendendo così la vettura un po’ più reattiva e divertente da guidare. Venne introdotto un nuovo impianto frenante con 4 freni a disco Dunlop dotato di servofreno. A livello di sospensioni all’anteriore si avevano ruote indipendenti con quadrilateri trasversali deformabili, mentre al posteriore un ponte rigido che conteneva il differenziale.
Come optional era possibile montare anche il differenziale autobloccante oltre ad un radiatore dell’olio montato anteriormente a quello del liquido di raffreddamento.

La gamma di colori era abbastanza risicata: si passava dal classico rosso Alfa al nero, 2 tonalità di blu, un grigio grafite, il bianco e per finire un fantastico (parere personale) verde muschio. Gli interni erano in
panno e finta pelle elastica. Soltanto la carrozzeria Bertone allestì una variante lusso contraddistinta dalla selleria in pelle nei colori nero, testa di moro, beige, rosso e grigio.

A livello stilistico, il curioso scalino anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1971 era dovuto ad un ripensamento tra l’approvazione del disegno e la messa in produzione dell’auto. Originariamente doveva essere una presa d’aria, poi abolita per contenere i costi. La vettura venne prodotta ad Arese ma le componenti meccaniche provenivano dalla fabbrica del Portello, sede della ormai compianta scuderia.
Furono prodotte in tutto diverse versioni nelle varie serie, che si possono classificare in: Sprint GT, GT Junior, GT Veloce e GTC “(Gran Turismo Cabriolet)” oltre alle varianti GTA e GTAm. Ad oggi trovare la variante GTC è una rarità, e il suo valore si attesta intorno ai 100.000€. Questa variante fu voluta dalla carrozzeria Touring, partner storico di Alfa Romeo. Ormai per una Giulia Sprint GT prima serie non spende meno di 20000€.

Questa vettura era una tra le più ambite dai giovani dell’epoca e una volta avere un’Alfa Romeo ti portava a far parte di un club di automobilisti rispettati. In quegli anni Alfa Romeo non era la succursale della Fiat bensì una casa rispettata da tutti e che incuteva timore alle aziende automobilistiche tedesche per il suo livello di tecnologia. Spero vivamente che torni ad essere grande tra le grandi, capace di creare vetture in grado di far scaldare i cuori dei puri alfisti (e non solo…).

Autore: Alessandro Colleoni

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