Fiat 124 Abarth | Quando lo scorpione punge la spider italiana

Bentrovati lettori di Motor’s Anatomy con il consueto appuntamento del venerdì sulle vetture che hanno fatto la storia dell’automobile. Oggi vi parlerò di una vettura conosciuta per la sua storia sportiva: la Fiat 124 Sport Abarth Rally.
La Fiat 124 Abarth è una vettura sportiva nata prettamente per essere omologata nella categoria Gr.4 del mondiale Rally. Venne prodotta per 3 anni consecutivamente dal 1972 al 1975. Questo progetto fondeva le già buone doti stradali della 124 Sport Spider a quella verve che contraddistingueva il marchio italo-austriaco.
Nel 1969 Fiat iniziò ad allestire in maniera ufficiosa un piccolo reparto corse per preparare 4 vetture da poter schierare nel campionato italiano rally, e in alcune prove del mondiale. La vettura non era tra le più potenti ma aveva una gran tenuta di strada grazie all’ottima distribuzione dei pesi. Il motore era ancora il 1500 centimetri cubici da 100 CV che equipaggiava la prima serie della 124 Sport Spider. Dopo aver fatto un anno di esperienza e grazie ai buoni risultati ottenuti, nel 1970 Fiat decise di iniziare lo sviluppo della vettura, portando la cilindrata 1600 cc e la potenza a 120 CV. I risultati furono ottimi, e arrivò la vittoria del campionato italiano. Questo successo fece molto clamore visto che Fiat non partecipava in veste ufficiale. Negli anni 70 i rally erano la disciplina di riferimento dell’automobilismo, ciò spinse gli uomini Fiat ad allestire una squadra corse e la cosa più facile da fare era acquisire l’Abarth. Questo ingresso nelle competizioni poteva essere una buona propaganda pubblicitaria.

Nel 1971 la Fiat uscì allo scoperto con la propria squadra corse, e Abarth era il suo reparto di sviluppo. Il progetto Fiat Rally venne consegnato nelle mani degli ingegneri Sguazzini e Colucci che svilupparono la vettura e apportarono delle migliorie al motore fino a portarlo alla potenza di 150 CV. Il 1972 fu un anno trionfale, in cui la vettura si impose in 11 delle 21 gare del campionato europeo. Fu un vero successo, Abarth produsse dei kit da vendere a scuderie private per rendere la 124 un’auto da rally, ma la domanda era nettamente superiore all’offerta.
Fu soltanto nel novembre del 1972 che venne presentata al Salone di Torino la versione stradale della vettura. Per raggiungere l’omologazione nel Gruppo 4 dovevano essere venduti almeno 500 esemplari. Le migliorie fatte rispetto alla versione da cui proviene sono molte. Meccanica e struttura irrobustita, motore da 1753 cm³ in grado di erogare 128 CV a 6100 giri/min, cambio manuale a 5 rapporti ed un differenziale autobloccante ZF. La vettura venne spogliata di tutto il peso inutile. Il cofano e bagagliaio erano in plastica, si persero i paraurti cromati e venne impiegato l’alluminio. Montava sedili sportivi, e la capote venne rimpiazzata da un hard-top in grado di irrigidire la struttura. Nella versione da gara il motore venne elaborato fino alla potenza di 170 CV e venne introdotto il roll-bar. Fiat decise di partecipare al campionato mondiale rally con questa vettura, siccome il progetto Lancia Fulvia Hf iniziava ad essere obsoleto e quello della Stratos era ancora molto indietro. La versione stradale, nonostante il motore strettamente legato al mondo delle corse, era molto “civile” e fruibile anche se bisognava “darle del lei”.

Negli anni successivi iniziò la corsa dei team privati per accaparrarsi un esemplare di quest’auto. Le vittorie non mancarono ma fu con la stagione del 1974 che vennero introdotti degli upgrade: motore portato a 200 CV, testata con 16 valvole e, per la prima volta, attrezzata per correre il Rally Safari. Sospensioni maggiorate, filtri dell’aria supplementari e barre anteriori per difendere i radiatori dagli impatti con animali vaganti.
Continua l’evoluzione della Fiat 124 Abarth Rally, e per la stagione 1975 la vettura monta un nuovo cofano con prese d’aria e due fari supplementari incassati, i parafanghi posteriori allargati hanno una presa d’aria per i freni. Il motore aumenta ancora in potenza: grazie all’adozione dell’iniezione Kugelfisher ora dispone di 215 CV. I maggiori risultati li ottenne un giovanissimo Markku Allen con il suo navigatore Kivimaki, entrati in squadra nel 1974. Se poi leggerete la didascalia della fotografia sottostante, potrete notare un giovane Jean Todt in veste di navigatore (con pantaloni a zampa di elefante) per Hannu Mikkola, anch’essi piloti del team Fiat Abarth!

Nel 1976 debuttò al Rally di Montecarlo la Lancia Stratos e fu così la fine del ciclo 124 Abarth. L’auto nell’ultima configurazione (la 215 CV) corse l’ultima stagione mondiale con la livrea dello sponsor OlioFiat. Così come all’inizio, la 124 Abarth venne utilizzata con successo da piloti privati, grazie alla sua collaudata affidabilità. La produzione terminò nel 1975 con 995 esemplari prodotti nelle officine Abarth di corso Marche, a Torino.

A 41 anni di distanza la spider Abarth pepata viene riproposta sulla base della nuova 124 Spider. Le differenze stilistiche sono ampie ma potenza e leggerezza la contraddistinguono in particolar modo. Motore 1.4 Multiair da 170 CV, 1060 kg di peso e una perfetta distribuzione dei pesi 50:50. Cambio manuale a 6 rapporti, pacchetto sospensivo sviluppato da Bilstein e impianto frenante sviluppato da Brembo con pinze a 4 pistoncini all’anteriore. Gli ingegneri Abarth hanno modificato l’elettronica rendendola molto più da “fun-car”, l’assetto e ciclistica rivisti e un differenziale autobloccante. L’assemblaggio finale avviene in Italia presso le Officine Abarth dove vengono applicate le parti specifiche del modello, siccome la vettura viene prodotta negli stabilimenti Mazda di Hiroshima insieme alla MX-5 (progetto dalla quale deriva) e alla 124 “normale”.

Al salone di Ginevra del 2016 viene presentata anche la versione da rally della Abarth 124 ed è omologata per il campionato FIA R-GT. La livrea di presentazione richiama molto alla mamma nata negli anni 70. Questa variante di 124 non ha quasi nulla a che vedere con la variante stradale. Motore 1800 cm3 da 300 CV di produzione Fiat PowerTrain disposto dietro l’asse delle ruote per migliorare il bilanciamento dei pesi, struttura rinforzata, rollbar, capote sostituita da un tetto rigido, mascherina maggiorata, prese d’aria maggiorate, 4 fari a led supplementari, cerchi bianchi specifici, freni ovviamente maggiorati ed un impianto sospensivo raffinato con un quadrilatero alto all’avantreno e un multilink al posteriore. Una vera, piccola bomba insomma! Quest’auto fa parte di un monomarca dedicato all’interno del Campionato Italiano Rally.

Infine, vorrei fare un breve riflessione riguardo a queste 2 vetture. Se negli anni 70 Fiat è riuscita a costruire una vettura spider, leggera, sportiva e che sapeva far emozionare il pubblico, possibile che ora debba affidarsi a Mazda (grandissima azienda, nulla da dire) per ricreare una vettura così…?

Autore: Alessandro Colleoni

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